TUMORE DEL RENE

la più diffusa neoplasia maligna

Prof. Gaetano Tati tumore del rene

Il tumore del rene è il più frequente tumore dell’apparato urinario dopo quello di prostata e vescica. Colpisce le diverse strutture che compongono i reni, due organi pari e simmetrici, posti nella zona lombare dell’addome, deputati all’eliminazione di scorie dall’organismo tramite l’urina. Il tumore origina dalla crescita incontrollata delle cellule e possono essere benigni o maligni. Quelli benigni, sono meno pericolosi e una volta asportati chirurgicamente di solito non recidivano, non invadono i tessuti circostanti e non formano metastasi. I tumori maligni sono più pericolosi, si asportano chirurgicamente ma possono recidivare, invadere i tessuti circostanti e diffondersi in altre parti dell’organismo.

SINTOMI

Il cancro del rene causa spesso disturbi solo in uno stadio avanzato di malattia e resta a lungo asintomatico. I possibili sintomi sono: sangue nelle urine, dolore al fianco, gonfiore palpabile ai fianchi, inspiegabile perdita di peso, affaticamento, debolezza, febbre, anemia, ipertensione o ipotensione arteriosa. Questi disturbi possono essere causati anche da altre malattie e non sono assolutamente esclusivi del tumore renale. In ogni caso è consigliabile rivolgersi al proprio Urologo di fiducia.

DIAGNOSI

La diagnosi di carcinoma renale, purtroppo, nella maggioranza dei casi avviene tardivamente. La colpa di tale ritardo sta nella natura “silenziosa” della neoplasia renale. La visita dall’urologo è il primo passo da compiere e l’ecografia renale è l’esame da cui iniziare, in quanto potrà indicare la presenza di alterazioni del contorno del rene, neoformazioni solide o liquide, calcoli, funzionalità. La Urotac** se necessario, sarà l’esame successivo, poiché chiarirà la natura di eventuali alterazioni rilevate dall’esame ecografico. Ci fornisce dati sulla grandezza della neoplasia, la propagazione all’interno della via escretrice, se infiltra il grasso perirenale o gli organi vicini, se presenta propaggini nella vena renale, se ci sono linfonodi interessati, se il rene non funziona normalmente.

TERAPIA e CURA

LA TERAPIA CHIRURGICA 

Una volta accertata la presenza di un tumore del rene, bisogna mettere in atto la strategia chirurgia. Nel caso di piccoli tumori situati in sede polare con dimensioni massime di 4 cm senza interessamento dei calici si procede alla nefrectomia parziale con conservazione del rene. Quando il tumore è di dimensioni maggiori è indicata la nefrectomia radicale con linfadenectomia. La rimozione chirurgica di una parte o di tutto il rene, nefrectomia radicale, è raccomandata. Questa comprende la rimozione della ghiandola surrenale, dei linfonodi retro-peritoneali e del grasso perirenale. Nei casi in cui il tumore si è diffuso nella vena renale, vena cava, è possibile rimuovere chirurgicamente il tumore. Anche in caso di metastasi una riduzione del tessuto tumorale mediante nefrectomia (nefrectomia citoriduttiva) può aumentare la sopravvivenza, e così pure la rimozione di metastasi isolate. La metodica laparoscopica per la nefrectomia radicale o parziale è, oggi, la scelta chirurgica d’elezione. I vantaggi sono: precisione chirurgica, ridotte perdite ematiche, da due a quattro giorni di ricovero con rapida ripresa lavorativa, assenza di cicatrici vistose. La nefrectomia radicale tradizionale è riservata ai casi in cui il paziente abbia un tumore di grandi dimensioni con infiltrazioni locali, abbia subito grandi interventi intestinali con importanti aderenze peritoneali. Il carcinoma renale è tipicamente resistente alla chemioterapia.

Prof. Gaetano Tati laparoscopia rene

Laparoscopia Rene

PREVENZIONE E STILE DI VITA

Non è possibile prevenire il tumore del rene, se non evitando i fattori di rischio come ad esempio il fumo, obesità e ipertensione, ma l’esecuzione annuale di un’ecografia dell’addome può favorire la diagnosi precoce non solo del tumore al rene, ma anche di altri visceri, fegato e pancreas.

Esperto in Chirurgia urologica oncologica e chirurgia laparoscopica. Svolge attività chirurgica in convenzione assicurativa diretta nelle migliori Case di Cura a Roma. In 35 anni di attività chirurgica ha eseguito oltre 16.000 interventi di Chirurgia Urologica di cui la maggior parte di alta complessità.